BHUTAN 🇧🇹 LA VIA VERSO LA FELICITÀ
Con la vista sul famosissimo TIGERS NEST, il tempio di Taktshang, la domanda sorge spontanea: cosa ho potuto imparare qui? Trascorrere un mese in Bhutan è un dono, un’occasione per trarre dall’Himalaya qualcosa di benefico e prezioso per me...

“I hiked Tigers Nest” è una frase che si vede su molte magliette in Bhutan, e ora so cosa significa. Senza dubbio si riferisce a un’esperienza faticosa, impressionante e indimenticabile!
La felicità consiste nell’ottenere tutto ciò che desideriamo? Qui la felicità viene intesa in modo completamente diverso. Una volta arrivati in Bhutan, sono le tre virtù a fare la differenza. Non è solo la vista delle cime innevate dell’Himalaya a colpire, ma soprattutto i valori che accompagnano le persone del posto. Non si definiscono credenti, ma praticanti: la differenza è enorme, come abbiamo potuto sperimentare tutti noi in questo seminario-retreat.
Gioia di vivere + umiltà = GRATITUDINE
Umiltà + gratitudine = GIOIA DI VIVERE
Gratitudine + gioia di vivere = UMILTÀ
È DIFFICILE IMMAGINARE QUALI CONSEGUENZE AVREBBE UN ATTEGGIAMENTO DEL GENERE DA NOI?
Ad ogni passo incontro persone che coltivano quotidianamente il loro fuoco interiore e la loro passione, e le vivono nel modo più naturale possibile. Nonostante le condizioni esterne difficili, spesso austere, il forte legame con il loro spirito, con gli aspetti solari della loro essenza, è percepibile ovunque. Persino i visitatori che hanno poco a che fare con la religione o la spiritualità percepiscono rapidamente la forza di un sorriso interiore, che si percepisce in modo molto diverso da un semplice sorriso sul volto. Solo nel 1961 l’elettricità e la prima automobile fecero il loro ingresso in questo piccolo regno incastonato tra alte montagne. Un paese, un paradiso naturale che non è mai stato occupato né conquistato, che nella sua lunga tradizione non ha mai dovuto essere una colonia, né è mai stato governato da potenze straniere. Essere riusciti a ottenere tutto questo nel corso dei secoli rasenta ancora oggi una piccola meraviglia, dato che il Bhutan si trova tra due giganti: la Cina a nord e l’India a sud! La gente qui ne è molto grata e lo dimostra a modo suo. Come puoi facilmente riconoscere nell’equazione sopra riportata e nelle immagini, attraverso l’umiltà e la gioia di vivere.
Persone che provano una grande gioia di vivere, anche se dal nostro punto di vista la vita sembra molto dura; per loro il divertimento non esiste...
Ma cosa determina questa differenza così evidente?
GRATITUDINE
Quando otteniamo ciò che vogliamo, di solito siamo anche grati, ma qui si intende qualcosa di completamente diverso. Questo tipo di gratitudine (Kataññuta) è la gratitudine dell’essere e non quella dell’avere. Essa pone fine al senso di mancanza, al sentirsi spinti da qualcosa e al desiderio costante. Un ringraziamento interiore per ciò che è presente nel momento attuale, sia esso grande o piccolo. Un sorriso, proprio come un tè al burro di yak offerto con buona volontà: un sapore a cui bisogna abituarsi, ma l’atteggiamento che sta dietro cambia tutto, rendendo persino il tè più gustoso. In questo paese la gratitudine è la chiave per l’abbondanza.
Quante volte noi esseri umani ci fissiamo su ciò che al momento non abbiamo? Non importa se si tratta del lavoro dei nostri sogni, della salute, del tempo o del nostro piatto preferito. Dal punto di vista mentale, ciò significa un atteggiamento lamentoso, di proiezione o di consapevolezza della mancanza; dal punto di vista energetico è difficile, poiché ci avventuriamo su un terreno molto scivoloso. Attraverso la legge della risonanza attiriamo inevitabilmente tutto ciò che non vogliamo, proprio come un magnete attira i frammenti di ferro. Nel mondo di alcuni atleti di alto livello è già stato capito e si lavora con grande determinazione su dinamiche costruttive e sulla consapevolezza della qualità.
È proprio questa gratitudine che mi viene dal cuore che vorrei esprimere ai nostri angeli custodi in Bhutan. A Kenthrul Rinpoche e al suo monastero di Tara, situato in alto sopra la città di Paro: grazie al suo invito abbiamo potuto visitare questo angolo speciale di Terra, cosa tutt’altro che scontata. Mi sono pervenute molte richieste riguardo al prossimo viaggio-seminario del 2027 e sì, potremo tornare come ospiti in Bhutan. Un grande ringraziamento va naturalmente anche alle sorelle Sonam e Yangzom, che hanno organizzato, curato e realizzato tutto per noi.

Kenthrul Rinpoche, insieme a Sonam (a sinistra) e Yangzom (a destra), ci accoglie al monastero di Tara, situato in posizione elevata sopra la valle di Paro. Un incontro con il grande maestro durante il pranzo. Per tutti noi, un momento speciale con insegnamenti, meditazioni e preghiere e canti suggestivi dei suoi allievi, i monaci del tempio.
Non è stato affatto facile organizzare un incontro stampa fuori programma per la giornalista Sylvia Jost, che ci ha accompagnato nel viaggio. In questa regione vinicola, la più giovane del mondo, però, ci siamo riusciti. Un paese in cui non è possibile viaggiare in modo indipendente e dove il turismo è tanto ambito quanto limitato.
“High Value, Low Volume” è il principio alla base di tutto ciò. All’epoca, l’austriaco Dr. Klaus Kessler, originario della Kleinwalsertal, ebbe un ruolo determinante nell’elaborazione di questo concetto turistico per il Bhutan. Anche questa volta era presente e si è rallegrato moltissimo del risultato di quelle idee visionarie che continuano a dare i loro frutti ancora oggi. Si tratta di un turismo di alta qualità e numericamente molto limitato, voluto proprio dal re, figura molto stimata e venerata. E proteggere la cultura, la natura e l’identità della gente e del territorio fa sicuramente bene alla regione.
UMILTÀ
Non si intende né inferiorità né sottomissione. L’umiltà (Anatta) significa liberarsi dell’ego smisurato, riconoscere quando forze interiori fuorviate si gonfiano d’orgoglio, avanzano pretese, devono avere ragione a tutti i costi, cercano colpevoli, impongono con forza le proprie idee. Quando ci rendiamo conto di essere connessi a tutto, i problemi possono trasformarsi in opportunità di apprendimento, in compagni di allenamento ed esercizio, come avviene nello sport. In questo modo le persone comprendono di non essere l’unico centro dell’universo; così svaniscono l’orgoglio sciocco e l’arroganza, e la tendenza a pretendere sempre qualcosa si riduce, fino a scomparire del tutto col tempo.

Lungo ogni percorso, le persone vengono ricordate e accompagnate. Spirito, virtù benefiche. Immagini, simboli e colori sono qui diventati una scuola di vita.
GIOIA DI VIVERE
La vera gioia di vivere (mudita) nasce nel qui e ora: è la rara arte di imparare a celebrare il momento. Nonostante gli ostacoli e le fatiche, nonostante tutta la caducità della vita, qui impariamo a goderci appieno l’esistere e a rallegrarci sinceramente anche della felicità degli altri. È molto significativo il modo in cui qui si distingue rigorosamente tra gioia e divertimento, e tutto questo anche agli occhi della gente semplice.
La gioia alimenta gli abitanti di questa zona, accompagna persino gli allevatori di yak nelle vette più impervie. Il divertimento, invece, consuma le energie e qui la gente non può permetterselo.

La gioia nutre, il divertimento consuma.
La gioia sta nel momento presente, mi dicono gli abitanti del posto. Emergono sorprendenti analogie con la mitologia greca. Venere, la dea della bellezza e dei momenti magici, colei che nacque dalla schiuma, non può essere conservata. È facile rovinare Venere: basta pensare a ieri o a dopodomani e in un attimo ti ritrovi a dubitare, a rimuginare o a sentirti afflitto, e fuori dal momento magico.
Migliaia di abitanti del luogo si godono queste feste coloratissime, vere e proprie celebrazioni di fede. Non conta il viaggio, spesso faticoso, non importa se ci si siede per terra, non viene versata nemmeno una goccia di alcol: qui il momento dello stupore assume un significato profondissimo.
NON SI VA IN BHUTAN COSÌ, PER CASO...
Ci sono viaggi fatti per scattare belle foto, viaggi di svago e viaggi che offrono nuove prospettive e nuovi orizzonti. Temi così affascinanti da stimolare la riflessione: il Bhutan è un paese così imponente e rientra sicuramente in quest’ultima categoria.
Questo viaggio-seminario sulle montagne dell’Himalaya, che si svolge prevalentemente tra i 1500 e i 3500 metri sul livello del mare, unisce diversi elementi: un ritiro spirituale, un tour attraverso un paese straniero eppure familiare, con i tipici esercizi pratici di respirazione e di movimento del corpo propri di SOLEMON, sessioni formative, brevi conferenze, momenti di riflessione e meditazioni. Un’interessante combinazione di viaggio, rigenerazione, sviluppo personale, relax, mentalità e qualità della vita.
Il variegato programma giornaliero, composto da un rituale rigenerante mattutino, escursioni, brevi conferenze, meditazioni nei monasteri e visite a siti culturali – chiamati “dzong” – ci offre un’ottima opportunità per colmare il mancante. In questo modo rispettiamo il principio fondamentale della rigenerazione, ovvero il recupero delle energie fisiche e mentali esaurite attraverso l’omeostasi.

Esercizi, meditazioni e insegnamenti, circondati da 108 stupa e con vista sulle cime innevate dell’Himalaya, hanno caratterizzato il ritiro. La divinità locale del tempo ci è stata per lo più benevola: non c’è stata neve fresca ;))
Lo spirito di questa terra non solo è profondamente suggestivo, ma induce la gente del posto a concentrarsi sull’essenziale: un’occasione unica che anche i visitatori e gli ospiti possono cogliere. Ci allontana infatti dalla mentalità occidentale improntata sulle pretese e da quella che è forse la malattia più diffusa tra le persone moderne, l’overthinking, ovvero quei pensieri che prendono vita propria e che, dal punto di vista energetico, ci indeboliscono più di quanto non ci aiutino.
Qui lo si capisce chiaramente: la vita va vissuta, non pensata né scrollando lo schermo.
Incontri meravigliosi, scambi stimolanti, conversazioni profonde e riflessioni danno vita a un intreccio tra mondo interiore ed esteriore che i percorsi di apprendimento mentali difficilmente riescono a consentire.
LE OPPORTUNITÀ COLTE E QUELLE NON COLTE, NEL LORO INSIEME, COSTITUISCONO LA NOSTRA VITA.
Che possa essere una preziosa visione della vita, un invito personale alla riflessione. Quando le persone iniziano a credere in sé stesse, meno nelle coincidenze o nei colpevoli e più nei grandi nessi e nelle leggi che li regolano, allora nasce lo spirito. Quando ritroviamo lo spirito perduto dentro di noi, lo ritroviamo anche nei nostri team, nelle nostre imprese o nella società.
Per farlo, dobbiamo andare ben oltre gli studi e le statistiche, oltre il tanto utilizzato “cervello" e il pensiero puramente logico. Se riusciamo anche a riconoscere i limiti del pensiero "assicurativo" o del pensiero "wellness", allora siamo su un percorso prezioso e non più in un viaggio senza meta. La materia, il denaro e gli obiettivi di potere nell’esterno sono importanti per i nostri progetti. Lo spirito significa crescita interiore, intuizione, consapevolezza, un approccio consapevole a noi stessi e alle leggi (della vita) che ci sovrastano. Crescere di pari passo con le proprie 12 virtù, con il proprio mix unico di archetipi, il proprio piano di successo, che corrisponde sempre al piano dell’anima.

Ci rivedremo nell’autunno del 2027 in questa suggestiva parte del Mondo. Insieme al nostro amico, il dott. Ruediger Dahlke, è per noi un grande piacere organizzare insieme questo ritiro. Motto: «Le visioni del Mondo nascono osservando il Mondo»
Nel mondo occidentale abbiamo costruito, sviluppato e creato cose straordinarie; siamo veri maestri dell’hardware, del volere, del dover e dell’essere obbligati. È quasi inimmaginabile che vorremmo sviluppare, oltre alle nostre capacità occidentali, anche lo spirito, i valori puri e un atteggiamento solare. Seguendo il motto: «Non o l’uno o l’altro, ma entrambi».
Aggiungere il mancante permette di raggiungere vette inimmaginabili, mentre sempre più dello stesso porta invece alla «degenerazione». East meets West, un tema che verrà nuovamente affrontato nella primavera del prossimo anno insieme al grande maestro Tulku Lobsang Rinpoche e al dott. Luca Mühlbauer presso l’hotel Garden Terme di Montegrotto.
བཀའ་དྲིན་ཆེ་ KADENCHE
Oppure semplicemente un sentito grazie a tutto il team del Bhutan, con il maestro Kenthrul Rinpoche, Letho, la nostra meravigliosa guida, Dawa, il nostro artista al volante, nonché i nostri angeli custodi sul posto, Yangzom e Sonam di BLZ – BhutanTours.

Un sentito ringraziamento anche a Jens Schlangenotto per lo stimolante scambio di idee avvenuto sul posto.

Happy birthday Wolfi
E naturalmente, caro Wolfi, tanti auguri per i tuoi 80 anni, è stato un piacere festeggiare con te; grazie anche a tutti i meravigliosi partecipanti, avete reso questo retreat un’esperienza davvero speciale.
Tashi Delek, i vostri Franz e Luca insieme al team SOLEMON.










